Intervento dell'Arcivescovo Zimowski alla Conferenza dedicata alle "Malattie degenerative e neurodegenerative" 4 Novembre 2011, Roma Camera dei Deputati - Interventi - holyseeforhealth

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Intervento dell'Arcivescovo Zimowski alla Conferenza dedicata alle "Malattie degenerative e neurodegenerative" 4 Novembre 2011, Roma Camera dei Deputati

Pubblicato da in Interventi · 4/11/2011 10:59:22

Saluto cordialmente i partecipanti alla Conferenza indetta dall'Associazione Arte e Vita sul tema: "Malattie degenerative e neurodegenerative". La conferenza si svolge presso la Camera dei Deputati, luogo di particolare importanza e significato per quanto riguarda la sanità.

Desidero innanzitutto salutare e rendere omaggio al Premio Nobel, il Prof. Luc Montagnier, il cui contributo sulla scoperta del virus dell'Hiv/Aids è stato fondamentale per la comprensione scientifica del virus come anche nella prevenzione del contagio e nelle terapie sviluppate in seguito.

Saluto amichevolmente il Prof. Ferruccio Fazio, Ministro della Salute d'Italia e la ringrazio per la buona collaborazione tra i nostri due Dicasteri. Estendo il mio saluto ai Senatori, Onorevoli, in particolare l'On. Renato Farina, Moderatore della Conferenza nonché ai tanti operatori sanitari presenti.

Last but not least, saluto la gentile Dott.ssa Margherita Enrico, Presidente dell'Associazione Arte e Vita e la ringrazio per l'invito e la collaborazione con la nostra Fondazione "Il Buon Samaritano".

1.La vita racchiude il nascere, il vivere, l'invecchiare e il morire. Oggi si vive più a lungo in termini anagrafici, in particolare nei Paesi cosiddetti sviluppati; manca tuttavia una preparazione che ci permette di assumere ed affrontare i problemi che ne derivano come quelli delle persone anziane affette da malattie di diverso tipo e che purtroppo sono in aumento.

2.Oggi si parla molto – ed è giusto – dei problemi sociali come quello del lavoro; ma chi parla oggi dei problemi degli anziani soprattutto ammalati che hanno bisogno di noi per sopportare il peso della malattia e della debolezza del corpo e la solitudine del cuore in questo momento delicato della loro vita?

3.Le malattie neurodegenerative tra cui la demenza colpiscono il 15% delle persone con più di 65 anni di età fino a raggiungere il 40% in coloro che hanno 90 anni.

4.Il Santo Padre Benedetto XVI rivolgendosi ai partecipanti al Congresso promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita sul tema: "Accanto al malato inguaribile e al morente: orientamenti etici ed operativi" del 25 febbraio 2008 disse:

"La società, da parte sua, non può mancare di assicurare il debito sostegno alle famiglie che intendono impegnarsi ad accudire in casa, per periodi talora lunghi, malati afflitti da patologie degenerative o bisognosi di un'assistenza particolarmente impegnativa. In modo speciale, si richiede il concorso di tutte le forze vive e responsabili della società per quelle istituzioni di assistenza specifica che assorbono personale numeroso e specializzato e attrezzature di particolare costo. E' soprattutto in questi campi che la sinergia tra la Chiesa e le Istituzioni può rivelarsi singolarmente preziosa per assicurare l'aiuto necessario alla vita umana nel momento della fragilità" (Benedetto XVI, Discorso di sua Santità Benedetto XVI ai partecipanti al Congresso indetto dalla Pontificia Accademia per la Vita sul tema: "Accanto al malato inguaribile e al morente: orientamenti etici ed operativi" , 25 febbraio 2008).

5.La presenza della Chiesa, delle Istituzioni e della Società Civile a questa Conferenza è la dimostrazione che è possibile collaborare insieme nel rispetto del principio di sussidiarietà di cui il Papa Benedetto XVI parla a lungo nella sua Enciclica Deus Caritas Est, quando scrive, e concludo con questeil mio breve intervento:

"Lo Stato che vuole provvedere a tutto, che assorbe tutto in sé, diventa in definitiva un'istanza burocratica che non può assicurare l'essenziale di cui l'uomo sofferente — ogni uomo — ha bisogno: l'amorevole dedizione personale. Non uno Stato che regoli e domini tutto è ciò che ci occorre, ma invece uno Stato che generosamente riconosca e sostenga, nella linea del principio di sussidiarietà, le iniziative che sorgono dalle diverse forze sociali e uniscono spontaneità e vicinanza agli uomini bisognosi di aiuto. La Chiesa è una di queste forze vive: in essa pulsa la dinamica dell'amore suscitato dallo Spirito di Cristo. Questo amore non offre agli uomini solamente un aiuto materiale, ma anche ristoro e cura dell'anima, un aiuto spesso più necessario del sostegno materiale. L'affermazione secondo la quale le strutture giuste renderebbero superflue le opere di carità di fatto nasconde una concezione materialistica dell'uomo: il pregiudizio secondo cui l'uomo vivrebbe « di solo pane » (Mt 4, 4; cfr Dt 8, 3) — convinzione che umilia l'uomo e disconosce proprio ciò che è più specificamente umano" (n. 28b).

Grazie per la vostra cortese attenzione.



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