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2011 - Giornata Mondiale sull'AIDS

Pubblicato da in AltreGiornate · 1/12/2011 08:36:03

Messaggio del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari in occasione della Giornata Mondiale sull'AIDS 2011

La Giornata Mondiale sull'HIV-AIDS 2011 deve costituire una nuova occasione per promuovere l'accesso universale alle terapie da parte dei contagiati, l'impedimento della trasmissione materno-infantile nonché l'educazione a stili di vita che comprendano anche un approccio realmente corretto e responsabile alla sessualità. È, questo, un momento privilegiato per rilanciare inoltre la lotta al pregiudizio sociale e per riaffermare la necessità di vicinanza morale, spirituale e, per quanto possibile, materiale a chi ha contratto l'infezione ed ai suoi familiari.
Di tale prossimità, si è fatto carico da molto tempo questo Dicastero, in particolare, in occasione del Convegno del maggio scorso, che ha approfondito il tema: La centralità della cura della persona nella prevenzione e nel trattamento della malattia da HIV-AIDS. Nei due giorni di approfondimento, infatti, è stato fra l'altro messo in luce quanto si possa e si debba fare contro la pandemia e in soccorso delle nazioni maggiormente colpite, in larga parte appartenenti all'Africa Subsahariana.
Nonostante che la comunità internazionale abbia cominciato ad impegnarsi contro l'infezione oltre vent'anni fa, si stima purtroppo che ancora un milione e ottocentomila persone muoiano ogni anno a causa dell'HIV. Si tratta di persone che potrebbero condurre normalmente la propria esistenza, se solamente avessero avuto accesso alle adeguate terapie farmacologiche, note come antiretrovirali.
Si registrano, dunque, morti non più giustificabili, come non più giustificabili sono il dolore dei loro congiunti, l'impoverimento dei loro nuclei familiari, l'accrescimento della loro emarginazione e del disagio dei bambini divenuti orfani, sovente in tenera età. Altrettanto ingiustificabile è oramai la trasmissione del contagio dalla madre al bambino, spesso reso vittima ancor prima di cominciare a vedere i contorni del mondo che lo circonda.
Se irrinunciabile è l'estensione delle terapie a tutti i popoli e a tutte le fasce di popolazione, rimane d'altro lato fondamentale la formazione, l'educazione di tutti e, in particolar modo, delle nuove generazioni, ad una sessualità fondata "su un'antropologia ancorata al diritto naturale e illuminata dalla Parola di Dio". La Chiesa e il suo Magistero chiedono uno stile di vita che privilegi l'astinenza, la fedeltà coniugale e il rifiuto della promiscuità sessuale perché, come sottolineato nell'Esortazione Apostolica Post-Sinodale Africae Munus, tutto ciò fa parte della questione dello "sviluppo integrale" a cui hanno diritto le persone e le comunità.
Nel lanciare questo nuovo appello all'impegno e alla solidarietà in favore di tutte le vittime dell'HIV-AIDS, sia dirette sia indirette, desideriamo ringraziare, in unione di spirito con il Santo Padre, tutti coloro che si prodigano, sovente da moltissimi anni, per soccorrerle. Si tratta di istituzioni, di realtà e di volontari "che operano nel settore della sanità e specialmente dell'AIDS" e che realizzano "un lavoro meraviglioso e importante", che meritano senza alcun dubbio il sostegno operativo e privo di vincoli ideologici da parte degli organismi e dei benefattori internazionali.
Desideriamo infine esprimere la nostra vicinanza alle persone affette dall'HIV-AIDS ed a coloro che sono loro vicini, così come a tutti gli operatori sanitari che, anche esponendosi al rischio di contagio, prestano loro tutte le cure possibili nel rispetto della loro personalità e dignità.

† Zygmunt Zimowski
Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari




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