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Intervento della Delegazione della Santa Sede alla 67a Assemblea Mondiale della Sanità 19-24 Maggio 2014, Ginevra, Svizzera

Pubblicato da in Interventi · 20/5/2014 09:46:43

Signor Presidente,
1. La Santa Sede è consapevole delle devastanti conseguenze causate dal cambiamento climatico, come riportate dal Segretariato dell'OMS in vari rapporti e documenti. Il suo impatto è spesso valutato in termini di costi finanziari e di oneri assistenziali aggiuntivi per le strutture sanitarie governative e non governative. Il cambiamento climatico influenza profondamente anche i determinanti sociali e ambientali della salute, quali aria pulita, acqua potabile, cibo sufficiente e nutriente, e alloggio sicuro. È comprovato che le attività dell’uomo hanno notevolmente contribuito al recente riscaldamento della superficie terrestre, e che il cambiamento climatico e le sue conseguenze non si arresteranno nel futuro. È stato inoltre osservato che il suddetto cambiamento comporterà un aggravio dei problemi di salute già esistenti, e che la maggior parte dei rischi riguarderanno le popolazioni che sono attualmente le più colpite dalle malattie che dipendono dal clima.

Nell’esprimere la propria preoccupazione per l’avido sfruttamento delle risorse ambientali, Papa Francesco ha osservato che "anche se ‘la natura è a nostra disposizione’, troppo spesso ‘non la rispettiamo e non la consideriamo come un dono gratuito di cui avere cura e da mettere a servizio dei fratelli, comprese le generazioni future’ [1]. Egli ha poi richiamato tutti alla responsabilità nel perseguire politiche che siano rispettose della terra, che è la nostra casa comune.
Di fronte ai segni di una "crisi ecologica" [2], la mia delegazione desidera rilanciare l'appello a suo tempo fatto da Benedetto XVI, e gli impegnativi quesiti da lui posti. Egli ha scritto: "Come rimanere indifferenti di fronte alle problematiche che derivano da fenomeni quali i cambiamenti climatici, la desertificazione, il degrado e la perdita di produttività di vaste aree agricole, l’inquinamento dei fiumi e delle falde acquifere, la perdita della biodiversità, l’aumento di eventi naturali estremi, il disboscamento delle aree equatoriali e tropicali? Come trascurare il crescente fenomeno dei cosiddetti ‘profughi ambientali’?" [3]. Dobbiamo guardare al di là delle questioni puramente scientifiche, mediche ed economiche connesse con i cambiamenti climatici e incontrare le persone che ne sono più colpite. Come avviene con la maggior parte dei disastri naturali, le emergenze legate al clima causano più sofferenze e perdite personali a coloro che vivono in povertà, che non possono ricorrere a strutture di protezione dalle forze estreme della natura e che hanno poche o nessuna risorsa per provvedere ad un rifugio temporaneo e ad altre necessità basilari quando le loro case sono state gravemente danneggiate o totalmente distrutte. Dobbiamo quindi ripensare il cammino che stiamo percorrendo insieme.

Riflettendo su queste deplorevoli situazioni, Papa Benedetto XVI ha sollecitato una maggiore solidarietà per prevenire o, almeno, mitigare l'impatto del cambiamento climatico sui nostri fratelli e sorelle più vulnerabili. Una tale azione richiederà non solamente stanziamenti economici e decisioni politiche. Il Pontefice ha insistito sul fatto che dobbiamo promuovere una cultura differente in tutti i settori della società, come pure a livello interpersonale: "Vanno perciò riscoperti quei valori inscritti nel cuore di ogni persona e che da sempre ne hanno ispirato l’azione: il sentimento di compassione e di umanità verso gli altri, accompagnati al dovere di solidarietà e alla realizzazione della giustizia, debbono tornare ad essere la base di ogni attività, anche di quelle realizzate dalla Comunità internazionale” [4].

Signor Presidente, la delegazione della Santa Sede è lieta di constatare che le relazioni e il piano di lavoro dell'OMS sul cambiamento climatico e la salute sono parte del ripensamento e della solidarietà tanto desiderati [5]. Questa crescente consapevolezza ecologica deve essere aiutata a sviluppare e maturare, e deve trovare adeguata espressione in programmi e iniziative concreti [6], in percorsi particolarmente in grado di resistere ai cambiamenti climatici per lo sviluppo sostenibile, così come trasformazioni appropriate in termini di decisioni e azioni economiche, sociali, tecnologiche e politiche. "La difesa della vita e la conseguente promozione della salute, specialmente nelle popolazioni più povere e in via di sviluppo, sarà ad un tempo il metro e il criterio di fondo dell’orizzonte ecologico a livello regionale e mondiale”. [7]
2. In secondo luogo, Signor Presidente, la mia delegazione loda il Segretariato per la relazione sugli sforzi compiuti nel trattamento dei disturbi dello spettro autistico (A67/17), che mostra, tra gli altri, i progressi compiuti nella creazione di consapevolezza, sfatando alcuni dei miti che circondano l'autismo, sviluppando una partnership con organizzazioni della società civile impegnate a migliorare i servizi e a definire le priorità delle azioni nazionali e sub-nazionali. È sincera speranza della mia delegazione che l'attuazione di questi orientamenti a livello nazionale, con la continua guida politica e il sostegno dell'OMS, contribuirà ad alleviare la situazione di molte famiglie, che spesso devono assumersi da sole il carico emotivo ed economico derivanti dalla impegnativa responsabilità di prendersi cura dei bambini affetti da questi disturbi. La Santa Sede desidera contribuire a questi sforzi con una Conferenza Internazionale organizzata dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, che si terrà in Vaticano dal 20 al 22 novembre prossimi, sul tema: "La persona con disturbi dello spettro autistico: animare la speranza".
3. Infine, Signor Presidente, per quanto riguarda l’alimentazione materna, dei lattanti e dei bambini, la delegazione della Santa Sede ringrazia il Segretariato per la relazione completa su questo argomento (A67/15), che riflette gli sforzi intrapresi per assicurare la salute e il benessere dei bambini in tutto il mondo. È nostra convinzione che le organizzazioni con forti legami nelle comunità locali dovrebbero essere integrate come partner chiave nella messa in atto di questa strategia globale.
La mia delegazione è lieta altresì di constatare che l'allattamento al seno è stato incluso come obiettivo globale nella strategia e viene proposto come un indicatore fondamentale per monitorare i progressi verso il raggiungimento degli obiettivi prefissati. L'allattamento al seno è una protezione importante contro la malnutrizione infantile e deve quindi essere difeso e incoraggiato nell'ambito dell'assistenza sanitaria primaria. Esso dovrebbe essere garantito dalle norme che regolamentano i luoghi di lavoro e l'allattamento al seno dovrebbe essere accettato anche in pubblico. A differenza dei molti che apertamente denigrano le madri che scelgono di allattare al seno i loro bambini in pubblico, Papa Francesco, durante una funzione battesimale nella Cappella Sistina lo scorso gennaio, ha incoraggiato le madri a superare l’esitazione di allattare al seno i loro bambini quando avessero avuto fame.
È mio vivo desiderio, infine, che il lavoro di questa Assemblea ci aiuti a riaffermare la centralità della persona umana in tutti i nostri sforzi per la promozione della salute.
Che Dio Vi benedica!
Grazie, Signor Presidente.

Arcivescovo Zygmunt Zimowski
Capo della Delegazione della Santa Sede alla 67 a Assemblea Mondiale della Sanità

______________________________
[1] Francesco, Discorso ai Membri dell’Eccellentissimo Corpo Diplomatico accreditati presso la Santa Sede, 13 gennaio 2014.

[2] Giovanni Paolo II, Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 1990, nn. 6-7.

[3] Benedetto XVI, Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2010, n.4.

[4]
Benedetto XVI, Messaggio al Direttore Generale della FAO in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2011

[5] Cfr. Giovanni Paolo II, Discorso al Convegno su Ambiente e Salute, 24 Marzo 1997; Benedetto XVI, Lettera Enciclica Caritas in veritate, nn. 48-50.

[6] Cfr. Giovanni Paolo II, Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 1990, n. 1.

[7] Giovanni Paolo II, Discorso al Convegno su Ambiente e Salute, 24 Marzo 1997.



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