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Fondazione Il Buon Samaritano: parte il Progetto Test & Treat per la cura dell’HIV-AIDS nella Diocesi tanzaniana di Shinyanga

Pubblicato da Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari in Attività · 30/4/2015 00:50:29

Entro un mese da oggi, inizierà la somministrazione gratuita di farmaci antiretrovirali nel dispensario di Bugisi (Diocesi di Shinyanga, Tanzania). Sarà questo il primo risultato tangibile dell’accordo quadro sottoscritto questa mattina a Roma, nella sede del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (PCOS). Il documento è stato firmato - con la benedizione del Presidente del Dicastero e della Fondazione Il Buon Samaritano, Arcivescovo Zygmunt Zimowski ancora in Polonia per ragioni di salute - dal Segretario del PCOS e Vice-Presidente della stessa Fondazione, Mons. Jean-Marie Mupendawatu, e da Gregg Alton, Executive Vice President of Corporate and Medical Affairs della Gilead.
L’avvio dell’erogazione delle terapie a Bugisi, spiega Mons. Mupendawatu, "costituisce la prima tappa concreta del Progetto quinquennale Test & Treat, nato dall’accordo tra la Fondazione Il Buon Samaritano", istituita da S. Giovanni Paolo II nel 2004 e facente capo al Dicastero, "e la società farmaceutica Gilead Sciences" Inc., con base negli Usa.
"Per permettere l’accesso ai test e, laddove necessario agli antiretrovirali, a tutte le persone sieropositive della zona, che secondo le stime sono varie migliaia, saranno subito potenziati sia il personale sia la farmacia del dispensario; il numero degli infermieri, ad esempio, passerà da due a cinque e saranno messi a disposizione gli stock di farmaci necessari".
Nel prossimo mese di dicembre, il Progetto Test & Treat, che era stato presentato ufficialmente a Dar es Salaam (Tanzania) l’11 febbraio dell’anno scorso, verrà esteso agli altri presidi sanitari cattolici previsti: il centro sanitario di Ngokolo e i dispensari di Buhangija e Mija. Sarà così possibile permettere l’accesso alle terapie a tutti i residenti della Diocesi ma anche alle popolazioni delle zone limitrofe.
Secondo gli studi compiuti nella fase preliminare, in effetti, saranno non meno di ventimila le persone che potranno essere curate una volta che sarà pienamente attuato il programma di interventi, preparato dalla Fondazione Il Buon Samaritano e dalla Gilead in collaborazione con la Diocesi di Shinyanga e la Conferenza Episcopale della Tanzania.
Del Progetto Test & Treat beneficerà tutta la popolazione della Diocesi tanzaniana, senza distinzioni di credo o di origine. Esso comprenderà, oltre agli aspetti a carattere puramente medico, il sostegno alimentare ai sieropositivi ma anche alle persone non contagiate, la formazione morale e igienicosanitaria di chi vi accederà e, laddove necessario, il sostegno alle persone più deboli, a partire dagli orfani.
Nello specifico, il progetto comprende 4 principali linee d’azione: il sostegno alle strutture già operative nella diagnosi e nel trattamento dell’HIV e delle patologie ad esso correlate, dunque i dispensari di Bugisi, Buhangija, Mija e il Centro Sanitario di Ngokolo; lo sviluppo di programmi di formazione specialistica per il personale sociale e sanitario coinvolto; l’organizzazione di programmi educativi per le comunità anche rurali del distretto; il rafforzamento delle iniziative di sostegno alimentare ai bambini ed agli adulti sieropositivi così come al resto della popolazione.
Città del Vaticano, 30 aprile 2015




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