2014, 02 aprile - Messaggio Giornata Mondiale sull'autismo - Interventi - holyseeforhealth

Vai ai contenuti

Menu principale:

2014, 02 aprile - Messaggio Giornata Mondiale sull'autismo

Pubblicato da in AltreGiornate · 2/4/2014 08:25:16

GIORNATA MONDIALE PER LA CONSAPEVOLEZZA DELL'AUTISMO
I disturbi dello spettro autistico, dalla diagnosi precoce alla vita adulta
2 Aprile 2014
Sala della Promoteca
Campidoglio, Roma
Indirizzo di Saluto di S.E. Mons. Zygmunt Zimowski
Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari

Illustri Organizzatori,
che saluto nella persona del Dott. Fabrizio Oleari, Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità,
(...) gentilissima Dott.ssa Maria Luisa Scattoni,
cari relatori e partecipanti tutti,
Vi saluto e Vi ringrazio tutti, per l'odierna importante iniziativa dedicata ad una tematica tanto delicata quanto complessa quale i disturbi dello spettro autistico, problematica diffusa e grave fardello per le persone che ne sono colpite e tutti coloro che se ne prendono cura, sia in famiglia sia negli ambiti sanitario, scolastico-educativo e, più in generale, sociale.
"Una società capace di affrontare l'autismo è capace di rispondere ad ogni altra forma di disabilità" sono le parole di Kari Steindal, Presidente del Comitato di Esperti per l'autismo del Consiglio d'Europa.
Il Santo Padre Giovanni Paolo II, durante l'incontro con i disabili in Piazza San Pietro, il 3 Dicembre del 2000, ebbe occasione di dire, fra l'altro: «In nome di Cristo la Chiesa si impegna a farsi per voi sempre più "casa accogliente". »
Come negli ultimi anni, in qualità di Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, ho preparato un Messaggio per la 7ª Giornata Mondiale sull'Autismo, intitolato quest'anno: "La speranza che viene dalla collaborazione e dalla fiducia", e colgo questa preziosa occasione per divulgarlo.
Cari Fratelli e Sorelle,
da alcuni anni il Pontificio Consiglio, che ho l'onore di presiedere, in occasione della ricorrenza della Giornata Mondiale sull'Autismo manifesta la vicinanza e la sollecitudine di tutta la Chiesa per la realtà che vivono le persone affette da patologie dello spettro autistico e, in particolare, le famiglie che ne condividono quotidianamente l'esperienza.
A queste famiglie va la nostra attenzione, volta in particolare a non spegnere in loro la speranza, ma a sostenerle affinché non si sentano smarrite, o in crisi proprio nei rapporti affettivi e parentali. Esiste una reale difficoltà di integrazione e di comunicazione che passa dalla persona autistica a chi entra in contatto con lei.
Sorge allora la domanda: come combattere questo stigma? È necessario intraprendere il cammino d'integrazione nella comunità, infrangendo l'isolamento e le barriere frapposte dalla patologia e dal pregiudizio, rinsaldando le relazioni interpersonali. Ciò può avvenire anche con il supporto dell'impegno sociale, con azioni sinergiche nell'ambito della cura, dell'informazione, della comunicazione e della formazione, favorendo in tale modo il passaggio alla vera comprensione e all'accettazione della malattia, che mai nega o intacca la dignità di cui è rivestita ogni persona.
Si possono così porre i presupposti di una speranza che non isola né le persone autistiche, né le loro famiglie, ma anzi si radica e si nutre di una collaborazione e di una fiducia reciproca all'insegna di una etica della solidarietà, che tutti dovremmo riscoprire e alimentare.
La forte attenzione che la Chiesa intende porre a quest'opera di sostegno e di rinnovata promozione della speranza nell'ambito delle patologie dello spettro autistico, intende esprimersi, in questo anno, in modo del tutto concreto. (...)
La complessità che le patologie dello spettro autistico presenta alla comunità scientifica, alle famiglie, alle istituzioni formative e di inserimento sociale potrà in quella sede, con l'intervento di ricercatori, esperti ed operatori sanitari di tutto il mondo, trovare un momento di confronto e di impegno. Come afferma Papa Francesco nella sua recente Esortazione apostolica Evangelii gaudium, «è indispensabile prestare attenzione per essere vicini a nuove forme di povertà e di fragilità in cui siamo chiamati a riconoscere Cristo sofferente, anche se questo apparentemente non ci porta vantaggi tangibili e immediati» (n. 210).
Da questa vicinanza e prossimità, che nessuno esclude, ma tutti amorevolmente accoglie con rispetto, potrà sorgere e consolidarsi una speranza che attenua anche i momenti di sconforto, di sfiducia e di resa.
Facendomi fin da ora interprete di tale solidarietà e affidandovi alla Madre dei credenti, che con una fede incrollabile rimase davanti alla Croce, a tutti, e specialmente alle persone autistiche e alle loro famiglie, formulo l'augurio di ogni bene e gioia nel Signore Risorto.
Nel concludere questo mio intervento, auguro a tutti di poter realizzare nel modo migliore quanto vi proponete di fare in favore delle persone che soffrono dei disturbi dello Spettro Autistico.
Arrivederci a Novembre!

+ Zygmunt Zimowski




Ricerca


Cerca

Login




Torna ai contenuti | Torna al menu