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Messaggio di Mons. Zimowski ai partecipanti del XIII Congresso Nazionale di Oncologia Medica 5-7 novembre 2011, Bologna

Pubblicato da in Interventi · 5/11/2011 10:48:55

Illustre Professor Carmelo Iacono, Presidente dell'Associazione Italiana dell'Oncologia Medica,

Distinti Partecipanti,
Come nelle precedenti edizioni, anche quest'anno il XIII Congresso Nazionale di Oncologia Medica offre un insieme di questioni interessanti che vanno oltre la terapia del cancro. Infatti il Programma concede ai Partecipanti la possibilità di approfondire in un'ottica globale e con percorsi e strumenti operativi nuovi, problematiche attuali e pertinenti riguardanti la prevenzione, la diagnosi, il follow-up dei pazienti, le cure palliative e la gestione delle risorse.

In questo panorama, davvero immenso, nel quale si muove oggi il medico oncologo, insieme agli altri professionisti del campo, sembra sfuggire dall'orizzonte la dimensione spirituale presente in ogni uomo. Essa emerge in maniera più evidente quando questo uomo soffre. Nella formazione professionale degli operatori sanitari non si deve perciò omettere l'aspetto della spiritualità che non di rado diventa fondamentale nell'approccio di molti pazienti alla malattia, specie se questa è oncologica e terminale.

"Chi soffre è facilmente soggetto a sentimenti di timore, di dipendenza e di scoraggiamento. A causa della malattia e della sofferenza sono messe a dura prova non solo la sua fiducia nella vita, ma anche la sua stessa fede in Dio e nel suo amore di Padre"[1]. In tanti casi, paradossalmente, è quasi la medicina che stana la fede. Ed è impressionante come anche di fronte a malattie di grande rilievo e malattie a termine, purtroppo breve, molti riescano a ritrovare quella fede che non avevano, dando una ragione ad una malattia che sembra incomprensibile. Quando la scienza medica chiude la finestra ad ogni speranza terapeutica, la fede spalanca la porta alla cura palliativa del messaggio salvifico di Cristo.

È apprezzabile che nel Vostro Congresso venga finalmente sottolineata l'importanza delle cure palliative, è auspicabile che sempre maggiore sia l'attenzione che voi gli dedicherete. Si tratta di una strada giusta attualmente riconosciuta dalla legislazione italiana ma non ancora pienamente attuata nella sua espressione territoriale e formativa (Legge 38/2010). La Chiesa da sempre condivide, sostiene e testimonia, da secoli, le cure palliative come strumento di riaffermazione della centralità del malato in quanto persona. Benedetto XVI durante la sua visita all'Hospice Sacro Cuore di Roma, un centro di cure palliative gratuite per malati terminali, che si occupa anche di formazione e ricerca, ha lodato l'utilizzo che il Centro fa delle cure palliative, "le quali sono in grado di lenire le pene che derivano dalla malattia e di aiutare le persone inferme a viverla con dignità"[2]. "Tuttavia, accanto alle indispensabili cure cliniche – ha precisato –, occorre offrire ai malati gesti concreti di amore, di vicinanza e di cristiana solidarietà per venire incontro al loro bisogno di comprensione, di conforto e di costante incoraggiamento"[3].

Vorrei concludere con le parole del Beato Papa Giovanni Paolo II che, in occasione della Conferenza Internazionale sulle cure palliative, organizzata dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari nel 2004, ha ribadito: "La medicina si pone sempre al servizio della vita. Anche quando sa di non poter debellare una grave patologia, dedica le proprie capacità a lenirne le sofferenze. Lavorare con passione per aiutare il paziente in ogni situazione significa aver coscienza dell'inalienabile dignità di ogni essere umano, anche nelle estreme condizioni dello stato terminale. In questa dedizione al servizio di chi soffre, il cristiano riconosce una dimensione fondamentale della propria vocazione: nell'adempimento di tale compito, infatti, egli sa di prendersi cura di Cristo stesso (cfr. Mt 25,35-40)"[4].

Vi auguro di lavorare sempre con passione per la salute e per il bene spirituale dei vostri pazienti e Vi affido alla protezione della Maria Santissima Salus Infirmorum.
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[1] S.E. Mons. Zygmunt Zimowski, Terapia, etica, religione, la Prolusione pronunciata alle "Giornate genovesi di cultura cristiana", tenutesi dal 26 al 29 maggio 2010 a Roma, promosse dall'Università degli studi di Genova, in collaborazione con il Policlinico Gemelli di Roma - Facoltà di medicina e chirurgia sul tema Malattia vs religione tra antico e moderno.
[2] Benedetto XVI, Discorso durante la visita all'Hospice Sacro Cuore a Roma, 13 dicembre 2009.
[3] Ibidem.
[4] Giovanni Paolo II, Evitare ogni forma dei eutanasia, Discorso ai Partecipanti della XIX Conferenza Internazionale promossa dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari sulle Cure Palliative, 11-13 Nov. 2004, pubblicato in Dolentium Hominum, 43, p. 7.



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