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Libro Arcivescovo Zimowski - Dio ha visitato il suo popolo. Sulla via dell'uomo che soffre

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Volume dell'Arcivescovo Zimowski sulla pastorale della salute

Dio ha visitato il suo popolo. Sulla via dell'uomo che soffre

presidenteDall'Osservatore Romano del 6 ottobre 2012: "Anche la clinica e l'ospedale, come ogni malato e sofferente, sono luoghi e persone interessati alla nuova evangelizzazione. È emerso nella presentazione, alla vigilia del Sinodo dei vescovi, di un volume di Zygmunt Zimowski (Dio ha visitato il suo popolo. Sulla via dell'uomo che soffre, Libreria Editrice Vaticana, 2012, pagg. 258, 18 euro), arcivescovo presidente del dicastero vaticano per gli operatori sanitari. È un'accurata documentazione di un percorso pastorale — giunto ormai a maturazione — di un importante dicastero vaticano. Si tratta del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari. È il dicastero che testimonia della cura con la quale la Chiesa opera nel vasto mondo della malattia e della sofferenza. Un percorso che peraltro e passato attraverso diverse fasi, anche sperimentali, dal momento che esso e nato come dicastero del tutto nuovo e insolito per la Santa Sede. Che sia stato un Pontificio Consiglio in progressione verso una identità sempre meglio definita in base agli obiettivi, lo si vede anche nell'Annuario Pontificio. Nella sua edizione più recente al titolo <> ne segue uno tra parentesi che suona cosi: <>. Il tema della salute non coinvolge più un soggetto solo parziale ma tutte le parti in causa: la persona malata anzitutto, gli operatori e le strutture sanitarie, le famiglie, le istituzioni amministrative e di governo a livello di territorio, fino alla dimensione mondiale. Con questo punto di arrivo si realizza il carattere di pienezza pastorale che il concilio Vaticano II richiedeva a tutte le istituzioni e strutture centrali della Chiesa, sollecitate a vivere solo nell'ottica di servizio. Da sempre vicina agli ammalati con la solidarietà cristiana mai venuta meno e incarnata specialmente dagli ordini e istituti ospedalieri femminili e maschili, fino al 1985 la Chiesa non aveva mai maturato la convenienza di un dicastero di animazione centrale di pastorale sanitaria rivolta all'intero mondo cattolico. Ora lo fa, almeno nell'intenzione, nella forma più chiara, ponendo al centro l'uomo considerato via della Chiesa. Anche l'uomo infermo attende, infatti, l'annuncio del Vangelo. E di quest'uomo si dovrà occupare anche il Sinodo imminente sulla nuova evangelizzazione. Sotto il profilo dei contenuti, ci troviamo davanti a un volume davvero prezioso e appetibile, più di quanto la forma grafica non lasci trasparire. Si tratta di una pubblicazione importante e aggiornata sul magistero, e ricca di esperienza pastorale in materia di salute e malattia. È, infatti, una vera miniera per capire da tutti i punti di vista la mente della Chiesa sulla problematica di una realtà —la malattia appunto, o meglio l'uomo malato — che e la più diffusa nell'interesse della gente, sempre più preoccupata di custodire la propria salute. Alcuni grandi teologi hanno definito la malattia una visitatrice scomoda. Tutti, prima o poi, in forma lieve o grave, siamo costretti in qualche modo a farne la conoscenza, ad aprirle la nostra porta di casa o quella di qualche parente, amico, conoscente. I testi raccolti nel volume, sono stati pronunciati dall'arcivescovo Zimowski in occasioni pubbliche diverse per contesti e importanza. Ne emerge una visione che aiuta a disarmare la paura della malattia, a maturare una visione del cammino di guarigione meno drammatica di come può sembrare frequentando ospedali e cliniche. L'autore punta le carte di una riuscita per la cura prima che sulle ricette medicamentose sui rimedi spirituali. Come risultato di una concezione unitaria della persona, spirito incarnato, mente sana nel corpo sano. Garantire la salute come bene universale e un dovere primario di ogni buona amministrazione pubblica. Infatti la garanzia alla cura buona della salute e un diritto di civiltà di ogni cittadino e di ogni persona di qualsiasi provenienza. L'arcivescovo Zimowski ritiene che la malattia si può e si deve curare, e ciò non in una forma qualunque, ma garantendo criteri sempre rispettosi della dignità umana. Anche per la morte — viene ricordato nel volume — c'e una soluzione positiva, ma soltanto sul piano della fede. Ridando umanità e dignità alla malattia entro un orizzonte di fede si può alimentare la viva fiamma della speranza anche dinanzi alla morte. Per la fede cristiana, infatti, la speranza nella risurrezione e molto di più di una cura palliativa del dolore. Il volume, gradito e apprezzato da Benedetto XVI, ha suscitato consensi anche nella presentazione presso la Radio Vaticana. Due esperti lo hanno salutato come strumento di comprensione e di lavoro per aprire un nuovo ciclo nella pastorale risanatrice, che Massimo Petrini, preside all'Istituto internazionale di teologia pastorale del Camillianum, attingendo al pensiero dell'autore, ha sostenuto voler dire <>. Lo stesso Petrini ha parlato di <> dell'aiuto che si offre all'uomo sofferente. Nella consapevolezza della sua realtà, nell'accettazione consapevole e non rassegnata, nell'oblazione compiuta per amore di Dio e dei fratelli, si può sperare in una guarigione anche senza la prospettiva che il corpo torni a stare meglio. Infatti, sostiene Petrini <>. Proprio per la sua visione ampia — ha ricordato l'altro relatore, monsignor Mauro Cozzoli, ordinario di teologia morale al Laterano — il libro di Zimowski <>. La vita e un valore umano universale prim<< che cristiano. E nello stesso tempo i cristiani sono chiamati a un supplemento di umanità, mettendosi sulla via dell'uomo che soffre, proprio perche <>. Indicando il percorso di guarigione. (c.d.c.)"

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